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Fonte: Gartner

non ancora compiutamente comprese. Le tecnologie

Smart Machine adattano il proprio comportamento sulla

base dell’esperienza maturata e dipendono solo in parte

dalle istruzioni assegnate; dall’architettura (ovvero dal

modello) dipendono invece i meccanismi con cui si ac-

quisiscono i dati, in attesa che nel prossimo futuro le

macchine possano agire direttamente sul contesto per

migliorare le prestazioni.

Dal Machine Learning alla Smart Machine

‘Smart Machine’ è un binomio polisemico; l’aggettivo

smart è utilizzato in sostituzione di ‘intelligente, intelli-

genza, Ai, cognitive computing’ perché è meno speci-

fico ed è capace di aggregare significati diversi; anche il

binomio ‘artificial intelligence’ richiama un inappropriato

antropomorfismo, coniato nel 1955 quando i ricercatori

credettero di essere in grado di descrivere e automatiz-

zare i processi dell’intelligenza umana, creando appunto

un’intelligenza artificiale (Ai). ‘Cognitive computing’ è

un altro di quei termini antropomorfi usati soprattutto

dal marketing che induce le persone ad attribuire alla

computazione proprietà umane che non appartengono

invece alle tecnologie. Le macchine non pensano, non

ragionano, riflettono piuttosto l’uso delle regole della

razionalità applicate, espresse negli algoritmi codificati

per consentire operazioni complesse. Le macchine non

sono dotate di senso comune, almeno non ancora. Il

modello Machine Learning, disponibile già da qualche

decennio nella sua formulazione di base, si dimostra

particolarmente efficace nella gestione di significativi vo-

lumi di dati, individuando interazioni e pattern per risol-

vere problemi di business complessi. Si tratta di modelli

così pervasivi che spesso si usano senza averne consa-

pevolezza, come nel caso delle ricerche nel web, della

consultazione delle previsioni meteo, del riconoscimento

vocale a disposizione degli smartphone. Le ricerche

condotte da Gartner segnalano che gli analytics, parte

integrante del Machine Learning, sono il segmento più

dinamico e in rapida crescita nel mercato dei software.

Molti i fattori che guidano questo successo; innanzitutto

la disponibilità di volumi di dati generati dalle interazioni

tra clienti, social media e soprattutto sensori; poi la cre-

scente complessità dei sistemi interconnessi, infine la

disponibilità di memoria crescente a costi sempre più

contenuti. Al centro di una Machine Learning ci sono

parecchi componenti che in funzione dei dati disponibili

permettono l’estrazione delle informazioni necessarie.

La tipologia più diffusa è costituita dalla ‘supervised Le-

arning Machine’ che rappresenta circa il 95% delle Le-

arning Machine; questo modello richiede la disponibilità

di ‘training data’ usati per insegnare al modello l’abilità

di descrivere e mappare le osservazioni; la selezione del

modello permette di scegliere la tipologia di mappatura.

Le potenzialità della Machine Learning sono utilizzate

nelle vendite, nel marketing, nel risk e fraud manage-

ment, nei servizi pubblici e, più di frequente, nelle Smart

Cities e nei sistemi di trasporto Smart consentendo, per

esempio, la valutazione predittiva dei flussi di traffico o

la gestione delle emergenze o, ancora, la gestione dei

programmi di Bike sharing.

*ANALISTI GARTNER

DOSSIER

Fonte: Gartner

marzo-aprile 2017

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