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marzo-aprile 2017

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troduzione degli sportelli bancomat, poi dai call center e

Internet e oggi dall’integrazione con la tecnologia mobile.

In buona sostanza, ogni singolo canale è stato aggiunto

come uno strato supplementare ma in questa nuova fase

è oltremodo necessario che la banca cominci a ragionare

in digitale, modificando e implementando le possibilità

di analisi dei problemi e di gestione delle relazioni con

la propria clientela. In particolare, è fondamentale che

avvii effettivamente una modalità di relazione sul proprio

portafoglio basata su un’analisi ‘long tail’.

Può entrare maggiormente nel dettaglio?

L’advanced analytics è destinato a diventare sempre più

uno strumento costantemente utilizzato sia nelle fasi ge-

stionali di bonis che, eventualmente, nel credito anomalo

e in quello problematico. Partendo da questo presup-

posto, le banche dovranno saper combinare processi e

struttura organizzativa, ottimizzando le risorse digitali a

disposizione per mettersi nella condizione di raggiungere

e assistere i propri clienti, ma anche i dipendenti, in un

modo nuovo. Grazie all’adozione di codici open source,

la possibilità di rendere ‘atomico’ il singolo punto di pro-

cesso consentirà anche la creazione di nuovi prodotti

fondati su nuove logiche, sempre più personalizzate sulle

esigenze del portafoglio e del singolo cliente. Regole,

condizioni, strategie saranno applicate in modo dina-

mico al cliente sulla base della conoscenza approfondita

e storicizzata nel ‘nucleo digitale’ che consentirà sì una

relazione sempre one-to-one, ma anche questa non più

basata su un contatto diretto ma direttamente digitale.

In questo ambito entra in gioco anche il concetto di Big

Data, inteso come insieme di dati estesi e complessi,

nella gestione di rapporti remoti.

Qual è lo scenario che sta spingendo maggior-

mente per un efficientamento dei processi?

Negli ultimi anni il notevole incremento delle consistenze

delle esposizioni deteriorate ha reso prioritario per gli

intermediari il miglioramento dei processi di gestione,

con la duplice finalità di limitare i flussi di ingresso verso

tale categoria e accelerare lo smaltimento degli ingenti

stock accumulati. Si è quindi verificato un break siste-

mico che ha portato, con piani diversi in funzione delle

priorità, all’avvio di progetti legati alle impostazioni di

processo, andando così a efficientare organizzazioni e

strumenti gestionali attraverso una revisione del credito

che ha coinvolto tutti i pilastri della filiera creditizia. D’altro

canto, va considerato come sia completamente cam-

biata anche l’esposizione delle informazioni e il loro uso

nei processi, con temi quali SREP, IFRS9, Basilea III e

Stress Test che hanno radicalmente trasformato la ge-

stione e l’uso del capitale.

Da quale punto bisogna partire e quali sono

gli elementi tecnologici che entrano in gioco

per compiere un percorso virtuoso?

Di fatto è oltremodo necessario agire sulle fondamenta

attraverso la revisione delle modalità di utilizzo delle in-

formazioni interne ed esterne, l’utilizzo di piattaforme

gestionali in grado di coprire l’intera filiera del credito

rinnovando i criteri di separazione tra

Back e Front Office e, in ultimo, la

definizione di un solido Information

Framework con logiche enterprise

su cui consolidare il ‘nucleo digitale’.

Dopo aver lavorato sui punti di pro-

cesso dell’intera filiera del credito, la

frontiera su cui si stanno misurando il

sistema bancario nel suo complesso

e i singoli istituti è rappresentata dalle

operazioni speciali di collocamento

di portafogli, collocamento finalizzato

alla gestione da parte di terzi (i Servicer) o alla cartolariz-

zazione degli stessi verso SPV. In particolare, per l’ester-

nalizzazione dell’attività di recupero e per le operazioni

di cartolarizzazione è diventato indispensabile poter di-

sporre di una piattaforma di Information Framework, con

una logica di Datamart Enterprise, in grado di favorire la

realizzazione di progetti altamente performanti in tempi

estremamente rapidi e con una garanzia di data quality

ed effort assolutamente affidabili.

Ricostruire sistemi e relazioni partendo da un nuovo

modo di gestire e utilizzare le informazioni sembra es-

sere l’unica strada possibile: il nucleo digitale, interno ai

sistemi dei clienti, è infatti destinato a diventare sempre

più il motore centrale delle nuove progettualità e architet-

ture nonché il fattore abilitante. Non nuovi canali, quindi,

quanto un nuovo modo di lavorare e collaborare tra

cliente e banca e tra le stesse strutture interne.

Ogni singolo canale

è stato aggiunto come

uno strato supplementare

ma in questa nuova fase

è oltremodo necessario

che la banca cominci

a ragionare in digitale

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