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Sicurezza
 

20/01/2017

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Smartphone, il futuro delle tecnologie PACS?

Diversi sono i benefici derivanti dall'utilizzo dei dispositivi mobili come terminali di autenticazione e accesso. Ma i vendor devono aggiornare anche le proprie piattaforme per renderle interoperabili.

L’evoluzione dei sistemi di accesso passa attraverso gli smartphone. Secondo i dati Gartner lo scorso anno appena il 5% delle aziende li utilizzava per abilitare l’accesso ad uffici e altri spazi, ma il trend è destinato a cambiare arrivando al 20% tra quattro anni.

Per David Anthony Mahdi, research director di Gartner. ad oggi esiste una significativa frazione delle organizzazioni che si servono di tecnologie di accesso fisiche proprietarie, sistemi chiusi che hanno scarse capacità di integrazione con l’infrastruttura IT. Tuttavia assisteremo a un grande impatto su come questi sistemi possono essere implementati e gestiti grazie alla sempre maggiore disponibilità di tecnologie mobili e cloud fornite da parecchi vendor operativi in ambito PACS (physical access control system).

In tal senso viene fatto notare come la tecnologia mobile sia già ampiamente usata per consentire un controllo accessi a livello logico e i metodi di autenticazione ‘phone-as-a-token’ restano la scelta preferita nella maggior parte delle nuove installazioni token al posto dei dispositivi one-time password (OTP). Ecco che gli stessi benefici in termini economici e di user experience (UX) aumenteranno la diffusione degli smartphone al posto delle card di accesso fisico.

Le sfide tecnologiche riguardano invece la grande varietà di smartphone esistenti sul mercato con le rispettive funzionalità, per cui i fornitori di piattaforme PACS devono comunque adattare le proprie soluzioni per poterli utlizzare per l’accesso fisico.

 

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