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Servizi - Applicazioni - Mobile/Wireless
 

02/09/2015

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Smartphone e tablet… Purché non siano un nuovo mal di testa

Parallelamente ai nuovi progetti di business abilitati dai device mobili delle ultime generazioni, è più che mai necessario che l’ufficio IT affronti il tema di come i nuovi apparati verranno introdotti e gestiti nella propria realtà aziendale.

Sicurezza, gestione dei diversi profili Byod e non Byod, sviluppo e gestione delle app… Sono questi alcuni dei temi che un’azienda oggi impegnata nello sviluppo di un progetto di mobility deve tenere ben presente per riuscire in seguito a gestire il complesso delle attività implementate, senza allo stesso tempo aumentare in modo incontrollato la complessità del sistema informativo aziendale. Se oggi l’introduzione di device come smartphone e tablet nei processi aziendali è diventato in questi ultimi anni un progetto ‘normale’ - ormai realizzato da tante realtà e che presto sarà ‘patrimonio’ anche della gran parte delle imprese italiane di ogni settore e di ogni dimensione - allora è importante e prioritario affrontare il tema di come la nuova mobility introdotta in azienda possa essere resa efficiente ed efficace in fase di produzione e nella gestione dei diversi aspetti che la caratterizzano. La gestione della mobility non è infatti semplicemente la gestione di dispositivi che risultano essere diversi da un tradizionale pc desktop o da un notebook che ormai staziona in modo permanente su una scrivania… E’ cosa molto più complessa e articolata, e disporre di soluzioni in grado di governare questa attività in modo completo è un tema altrettanto importante come i benefici di business che si vogliono raggiungere grazie all’adozione di smartphone e tablet. Queste le ragioni che ci hanno portato a realizzare uno speciale centrato sul tema dell’efficienza e dell’efficacia della mobility, nel quale abbiamo coinvolto i principali operatori oggi attivi in Italia con soluzioni che supportano queste esigenze.


Quali sono secondo la vostra esperienza i fattori critici che possono generare impatti negativi nei processi aziendali o sui risultati di business quando si affrontano per la prima volta progetti di mobility abilitati da smartphone e tablet?

 

Marenza Altieri-Douglas, enterprise executive Italy, AirWatch by VMware - Le aziende che si affacciano per la prima volta a iniziative di mobility devono essere consapevoli delle implicazioni che l’introduzione di dispositivi mobili aziendali o di proprietà dei dipendenti può avere sull'intera organizzazione. Non solo vanno considerati i rischi legati alla sicurezza e alla privacy dei dati aziendali o privati, ma anche i fattori legati all’integrazione con le infrastrutture aziendali esistenti, quali, per esempio, i servizi di directory e i certificati. L’introduzione dei dispositivi mobili ha un impatto anche sull’organizzazione aziendale stessa e coinvolge l’ambito delle risorse umane, legale, marketing, dirigenti e consulenti esterni. Gli input per una corretta progettazione e selezione del software di Enterprise Mobility Management devono necessariamente provenire da tutte le unità di business coinvolte, affinché possano esprimere e condividere opinioni, dubbi, necessità, ed eventuali rischi che potrebbero nascere all’interno dell’organizzazione.
Se non vengono valutate e gestite correttamente, le iniziative di mobility possono rivelarsi complesse e incontrare opposizioni dovute alla cattiva comunicazione interna. Le soluzioni temporanee ‘fai da te’ che ne scaturiscono in questi casi hanno il solo effetto di tamponare la situazione, allontanando il business stesso da un eco-sistema che è invece in continua evoluzione.

 

Alessio Banich manager, technical solutions, BlackBerry Italia - Le aziende si trovano a fronteggiare progetti di mobility con una crescente complessità. Una delle sfide è la gestione di smartphone e tablet Byod, in contesti dove sono sempre più diffusi nuovi sistemi operativi (a volte intrinsicamente insicuri), brand e form factor: la volontà di dare maggiore autonomia ai dipendenti non può prescindere da forme di tutela che evitino perdite di dati aziendali o eccessivi costi di gestione e servizio per l’IT. Allo stesso tempo va considerata la tutela della privacy dell’utente finale, laddove l’amministratore IT non deve agire sul perimetro privato del dispositivo.
Sono numerosi i fattori critici da affrontare: la sicurezza in primis, nelle sue diverse implicazioni: dalla sicurezza locale sui dispositivi alla protezione dei dati in transito, anche in caso di reti non protette, fino alla gestione dell’accesso ai contenuti e delle applicazioni.
Proseguendo, abbiamo il tema del controllo dei costi, per esempio quando è fornita una simcard aziendale a un dispositivo personale, oppure aziendale ma abilitato all’uso privato; ma anche l’esigenza di fornire un’assistenza interna verso l’utente finale e, infine, lo sviluppo di applicazioni in uno scenario multipiattaforma.

 

Alberto Degradi, infrastructure architecure leader Cisco Italy - Un progetto di mobility che include il cosiddetto Byod, e il lavoro in mobilità, certamente pone importanti sfide all’IT aziendale. Si tratta non solo di collegare in rete i dispositivi, che siano o meno di proprietà dell'utente e dare accesso agli ospiti. L’essenziale avviene dopo la connessione, quando il lavoro diventa più impegnativo e impatta in particolare la protezione dei dati, delle applicazioni e dei sistemi aziendali, che va considerata essenziale per qualsiasi strategia di mobility e i dipartimenti IT devono garantire un'esperienza sicura sia dal punto di vista dei dispositivi sia da quello dell'accesso alla rete.

 

Massimiliano Grassi, marketing manager di Citrix italia - Bisogna dire che, nonostante qualche ostacolo di carattere culturale per cui la mobility viene vista come una perdita di controllo da parte dell’azienda sul dipendente, sono sempre di più anche in Italia le aziende che decidono di adottare piattaforme di mobile enterprise management e cresce la domanda per applicazioni di produttività e condivisione delle informazioni. Secondo le previsioni di IDC, infatti, entro il 2017 almeno il 25% degli investimenti IT dovrà essere destinato al software per lo sviluppo, la distribuzione e soprattutto nella gestione di applicazioni mobile.
Crediamo che la principale sfida che le organizzazioni debbano vincere a questo riguardo sia quella di dare il giusto peso alla mobility per capire le esigenze dei dipendenti, gli strumenti di cui hanno bisogno e a quali dati devono accedere per migliorare la loro produttività. Si tratta di riuscire a offrire la miglior esperienza utente al dipendente, senza ovviamente nessun compromesso in termini di sicurezza dei dati. L'IT deve essere in grado di fornire il giusto livello di controllo, protezione e conformità per ogni tipo di dati, senza porre restrizioni indebite ai modi in cui le persone scelgono di lavorare.

 

Fabrizio Falcetti, business program manager di Fujitsu Italia - La richiesta di mobilità in azienda, anche grazie alla disponibilità delle risorse offerte dalle soluzioni in cloud, è in costante crescita, supportata dalla necessità di aumentare la produttività e la velocità delle risposte. Gli elementi critici in questi progetti sono legati principalmente alla sicurezza: da un lato infatti è necessario bilanciare il beneficio che l’azienda ottiene grazie all’utilizzo di questi dispositivi da parte dei suoi dipendenti, con i costi e la semplicità d’uso degli stessi; dall’altro si tratta di dare agli utenti le corrette informazioni e misure da adottare in caso di perdita dei dati (Data Loss Prevention) o di smarrimento del device. Ciò significa non solo attivare meccanismi automatici di avviso in caso di imprevisto rilevato sui device mobili utilizzati, ma anche, e, prima ancora, definire le autorizzazioni di accesso al dato. Oltre a ciò, dal momento che i dispositivi mobili sono la porta di accesso all’azienda, fondamentale è saper informare i propri dipendenti al corretto utilizzo di device, che si configurano sempre di più come veri e propri uffici mobili.

 

Pierpaolo Alì, director south Europe, HP Enterprise Security Product - Tra i fattori critici che gravitano intorno all’universo mobility c’è indubbiamente la sicurezza dei dati e degli asset aziendali. Il tema deve essere affrontato da diversi punti di osservazione, quello culturale e quello tecnologico. I dispositivi mobili derivando dalla telefonia ricoprono ancora, a percezione di molti, un ruolo insospettatamente diverso rispetto ai normali laptop o sistemi personali; questo porta, nella maggior parte dei casi, a una maggiore disinvoltura e a una minore attenzione alla sicurezza e privacy quasi come se all’interno dei dispositivi mobili non ci fossero dati da preservare. Se questo è il primo elemento importante e basilare per ogni cambiamento, è chiaro che non possiamo fermarci qui, ma dobbiamo guardare al lato tecnologico. Questi dispositivi devono essere protetti con la stessa determinazione di quelli presenti in azienda o nei data center, poichè contengono o possono contenere informazioni strategiche che sono veri e propri beni di valore la cui perdita comporterebbe danni irreversibili. È necessario quindi utilizzare prodotti in grado di rendere sicure le app presenti perchè sono esse stesse le principali fonti di vulnerabilità sfruttate dai malware che quotidianamente attaccano Android o IOS. HP Enterprise Security propone una suite di prodotti o servizi in grado di fare questo e, grazie ad HP Fortify, è possibile verificare le app mobile prima del loro utilizzo in modo da verificare in anticipo eventuali falle di sicurezza.

 

Franco Prampolini, telco industry leader IBM - Il primo fondamentale rischio è quello di fornire ai dipendenti soluzioni mobile che semplicemente trasferiscono così com'è su tablet e smartphone quanto a suo tempo concepito per essere fruibile sulle postazioni di lavoro ‘statiche’ tradizionali. Tablet e smartphone sono utilizzati da utenti che sono sempre ‘in movimento’. La user experience è il fattore critico di successo delle mobile app, che devono essere progettate per essere usate in modo semplice e intuitivo. Real time e geolocalizzazione aiutano a proporre all'utente tutte le opzioni teoricamente possibili, ma soprattutto quelle più significative e pertinenti la specifica situazione di utilizzo.
Un altro fattore di problematicità è la necessità di gestire un portfolio di applicazioni spesso provenienti da una pluralità di fornitori, sviluppate per sistemi operativi mobili diversi e in continua evoluzione. Non avere il controllo di questa situazione può mettere a rischio l'immagine e il livello di customer satisfatcion dell'azienda per di più in contesti in cui questi parametri sono facilmente resi espliciti. Per esempio attraverso il meccanismo delle stelline di valutazione delle app negli appstore.

 

Riccardo Canetta, regional sales director Italy, Turkey and Greece, MobileIron - Il fattore decisamente più critico è la user-experience: nel mondo della mobility, infatti, sono gli utenti a ‘guidare’ e la loro aspettativa è di avere una user-experience in tutto e per tutto simile a quella delle app che già usano nella loro vita privata. Dunque, quanto più le aziende sono in grado di riprodurre questa user-experience, tanto più semplice e veloce sarà l’adozione dei nuovi strumenti e la soddisfazione degli utenti. Ma c’è dell’altro: pensare di offrire agli utenti uno strumento complicato, ancorché molto sicuro, li porterà inevitabilmente a trovare strade alternative per lavorare in modo più comodo e veloce, mettendo potenzialmente a rischio la sicurezza delle informazioni aziendali.
La strategia di MobileIron dunque è di preservare quanto più possibile la user-experience nativa, che gli utenti già conoscono, e di metterla in sicurezza.

 

Luigi Scappin, technology sales consulting director di Oracle - La maggiore capacità da parte degli utenti di fruire di un’esperienza digitale e, quindi, la proliferazione di dispositivi mobile anche in ambito aziendale - il cui impiego ha progressivamente sorpassato quello dei desktop – ha portato le aziende a dover fronteggiare la necessità di sviluppare una strategia di Mobile Enterprise che garantisca sicurezza, apertura verso diverse piattaforme e sistemi operativi Mobile, nonché integrazione con sistemi pre-esistenti. Questi aspetti, considerati business critical e prioritari per le imprese che intraprendono progetti di mobility, costituiscono di fatto anche un’opportunità per coloro che effettuano una digital transformation a 360°, in quanto consentono di guadagnare efficienza operativa nella mobilità e migliorare i processi in funzione delle reali esigenze del business, di velocizzare i tempi di reazione e di ottimizzare investimenti e skill per i quali vengono richieste soluzioni complete. Non disporne, presuppone per le aziende esporsi a fattori di rischio nel momento in cui si opera un progetto di mobility.


In che modo la vostra offerta di soluzioni, prodotti e servizi aiuta a superare le criticità che emergono nei progetti di mobility?


Alessio Banich, BlackBerry Italia - Il BES12 di BlackBerry permette la gestione avanzata e multipiattaforma dei dispositivi mobili, venendo incontro a tutte le esigenze di controllo ed utilizzo, dal Byod ai dispositivi di proprietà dell’azienda (Cope - Corporate Owned, Personally Enabled e Cobo - Corporate Owned, Business Only). Attraverso una console di amministrazione semplice e unificata, si possono gestire tutti i device iOS, Android, Windows Phone, Samsung Knox, Android for Work e BlackBerry. Il BES12 è integrato con l’infrastruttura globale e pluricertificata di BlackBerry, in modo da garantire una sicurezza end-to-end del dato aziendale, senza dover ricorrere a soluzioni VPN, oltre a poter consentire la tutela della privacy per i contenuti personali sul dispositivo. Le regole di compliance permettono di gestire notifiche e azioni nel caso le norme aziendali non siano rispettate, come per esempio in presenza di dispositivi corrotti oppure di applicazioni non rispondenti alle policy. Il BES12 è disponibile sia onpremise che in cloud. Integrabili con il BES, abbiamo poi numerosi servizi a valore aggiunto, pensati e proposti da BlackBerry appositamente per aiutare le aziende a essere più produttive.

 

Alberto Degradi, Cisco Italy - La soluzione Cisco Enterprise Mobility offre una policy di sicurezza unificata in tutta l'organizzazione. La soluzione aiuta a ottimizzare e gestire l'esperienza per molti tipi di utenti con esigenze diverse in materia di dispositivi, sicurezza e attività. Una soluzione incentrata sull'esperienza utente con onboarding sensibile al contesto, accesso sicuro alle risorse e connessioni di rete a prestazioni elevate per qualsiasi dispositivo mobile. Queste funzionalità sono completate da una gestione end-to-end delle prestazioni delle reti cablate, wireless e VPN.
Inoltre, la soluzione Cisco BYOD Smart Solution trasforma l'area di lavoro, fornendo una gestione end-to-end del ciclo di vita del Byod. La soluzione consente di proteggere i dati grazie a funzionalità di gestione unificata delle policy, offre esperienze senza compromessi grazie a efficaci strumenti di collaborazione, e semplifica le operazioni con una gestione proattiva. Cisco VXI Smart Solution è un sistema di virtualizzazione desktop che si estende alle altre architetture di Cisco per offrire una collaborazione superiore e un’esperienza utente rich-media in una soluzione di virtualizzazione desktop completamente integrata, aperta e convalidata. Cisco Remote Expert è infine una soluzione integrata che permetterà una consultazione one to one virtuale attraverso la condivisione video immersiva e online sul lavoro o a casa attraverso l'identificazione e l'accesso, da qualsiasi luogo, all’esperto in materia più indicato.

 

Massimiliano Grassi, Citrix Italia - Citrix offre una soluzione completa per una mobility aziendale sicura e l’esperienza utente di maggior qualità del mercato, su ogni rete e device. Citrix consente di gestire app, dati e dispositivi completamente differenti su un’unica piattaforma, integrando in maniera del tutto fluida diverse tecnologie unificando flussi di lavoro e set di app aziendali in mobilità. Inoltre consente di trasformare le applicazioni e i desktop in servizi on demand disponibili su qualsiasi dispositivo mantenendo la protezione centralizzata dei dati, la conformità, il controllo degli accessi e l'amministrazione degli utenti sia sui dispositivi personali che sugli end point aziendali, nello stesso ambiente unificato. Al contempo garantisce la sincronizzazione e condivisione dei dati efficace e, soprattutto, pienamente sicura, coniugando la facilità d’uso dei prodotti consumer con i livelli di protezione richiesti dai contesti enterprise. Infine, abilita il controllo la distribuzione sicura e ottimizzata delle applicazioni su ogni device, con piena separazione nei contesti mobile dei contesti ‘personali’, da quelli ‘aziendali’. Su ogni device mobile quindi si ottiene la massima garanzia di ‘privacy’ per l’utente, insieme alla massima protezione per le informazioni e le app aziendali.

 

Fabrizio Falcetti, Fujitsu Italia - Le soluzioni di Fujitsu sono rivolte a un mercato professionale: da qui la scelta di utilizzare piattaforme standard come Windows 8 Pro per i tablet e implementare su molte unità anche sistemi che rendano più semplice l’utilizzo degli stessi e l’adozione di sistemi di sicurezza. Prendiamo per esempio un tablet come Fujitsu STYLISTIC Q704 disponibile in due versioni, con lettore smartcard integrato o in versione semirugged per poter fruire di uno strumento IT all’avanguardia anche in ambienti che non permettono l’utilizzo di un tablet standard, come anche il nuovo Fujitsu STYLISTIC V535 completamente rugged, ma con lettore di impronte digitali integrato. La possibilità di utilizzare device che adottino sistemi operativi già in uso su normali pc permette una più immediata integrazione nella infrastruttura, consente una più veloce implementazione, un minor impatto sull’utente che si trova a usare lo stesso sistema operativo a dispetto di diversi strumenti e la semplicità da parte dell’IT di implementare un numero minore di regole di sicurezza. A questo si affiancano i servizi MDM (Mobile Device Management) End User Services offerti da Fujitsu per supportare le aziende nella gestione del parco tablet e smartphone.

 

Pierpaolo Alì, HP Enterprise Security Product - E’ necessario rendere sicure le app presenti sui dispositivi e non permettere che gli utenti utilizzino i terminali mobili per collegarsi a siti di dubbia reputazione. Condotta virtuosa che ridurrà in modo drastico la necessità di dovere successivamente gestire in emergenza incidenti informatici ma che, per essere efficace, deve diventare un processo costante che solo strumenti professionali riescono a garantire. In questo ambito HP Enterprise Security mette a disposizione un servizio di testing della sicurezza delle app concepito per valutare le potenziali vulnerabilità all’interno di esse e i rimedi necessari associando un servizio di reputazione delle app stesse, che partendo dal presupposto che i malware nella maggior parte dei casi si scaricano da siti già compromessi, è in grado di avvertire l’utente quando una di queste condizioni sta per verificarsi.

 

Franco Prampolini, IBM - La risposta IBM si articola secondo più dimensioni. Offriamo la piattaforma IBM MobileFirst per gestire l'intero ciclo di vita delle applicazioni, dalla progettazione, al test, alla diffusione e all'aggiornamento, consentendo anche con il prodotto IBM Protect di gestire in sicurezza dati, applicazioni e dispositivi. Per una governance completa del portfolio e dei dispositivi mobili sono indispensabili anche le competenze delle nostre divisioni dei servizi. Alla conoscenza dei settori di industria, indispensabile per sviluppare app che facciano proprio quello che serve per una specifica attività lavorativa interna all'azienda o rivolta ai clienti, uniamo competenze e asset per realizzare una vera e propria MobileFactory. Si tratta di una fabbrica delle app in cui le diverse fasi del ciclo di vita sono gestite in modo strutturato e organizzato sulla base di metodologie che nascono dall’esperienza progettuale che abbiamo maturato sia nei progetti con i clienti, sia all'interno dei nostri laboratori di sviluppo del software.
L'alleanza con Apple ha ulteriormente rafforzato la nostra value proposition sul mobile con il contributo della migliore tecnologia e sistema operativo disponibili per i dispositivi mobili, ma anche con la competenza di assoluta eccellenza di Apple sulla user experience, che è il principale fattore critico di successo per il mobile.

 

Riccardo Canetta, MobileIron - La soluzione MobileIron mette in primo piano l’esperienza utente. Questo significa sfruttare quanto più possibile le funzioni di sicurezza offerte dai sistemi operativi mobili. Bisogna dire che in questo il precursore è stata Apple, che ha iniziato a introdurre funzioni che consentono la gestione in azienda di iPhone e iPad già alcuni anni fa. Con i dispositivi Apple dunque possiamo mettere in sicurezza sia l’app di mail nativa (cifrando per esempio gli allegati all’interno dei soli account aziendali) sia Safari, che può essere configurato in modo da aprire in automatico una VPN verso il sistema MobileIron per le sole reti aziendali, e per restringere l’utilizzo dei file eventualmente scaricati dai siti intranet. Un’esperienza simile si ottiene già oggi anche con i dispositivi Android di Samsung, che in questi anni ha portato avanti lo sviluppo di funzioni di sicurezza a più livelli e anche con i dispositivi WIndowsPhone. In questi ultimi due casi, però, quest’anno assisteremo a una vera rivoluzione: AndroidForWork. Da un lato, che introduce un concetto di containerizzazione direttamente nel sistema operativo Android, e Windows10, che sarà gestito dai sistemi come il nostro, dal momento che da questo punto di vista un buon 80% di Windows10 deriva da Windows Phone e non da Windows8.1, ormai destinato alla pensione. La soluzione MobileIron supporta naturalmente anche queste due evoluzioni a testimonianza che l’essere rimasti l’unico vendor indipendente in questo settore ci consente di lavorare in anticipo con i 3 player principali ed essere pronti per tempo.

 

Luigi Scappin, Oracle Italia – Disponendo del più completo stack di soluzioni sia onpremise che SaaS, Oracle costituisce un punto di osservazione privilegiato ed è in grado di soddisfare tutte le specifiche esigenze, ma anche di rispondere alle necessità sopra citate. Tradizionalmente, si fa riferimento alla Oracle Mobile Platform come insieme dei componenti che includono la Mobility Security Suite, che rappresenta la più avanzata soluzione tecnologica del mercato per salvaguardare dati e informazioni separando le applicazioni aziendali da quelle private; l’Oracle Mobile Application Suite, che rappresenta l'infrastruttura per l’integrazione delle mobile app con l'ambiente enterprise di una azienda; l’Oracle Mobile Application Framework, che consente agli sviluppatori di utilizzare un ambiente specifico per lo sviluppo delle app in Java sui device; e l’Oracle Mobile Cloud Service, che rappresenta l'ambiente cloud dedicato alla realizzazione di API in grado di comunicare con le mobile app da un lato e con l'infrastruttura dell'azienda dall'altro, proprio per consentire l’integrazione dei sistemi pre-esistenti.

 

Marenza Altieri-Douglas, AirWatch by VMware - AirWatch by VMware offre alle aziende supporto in ogni fase dell’implementazione della strategia mobile, dalla creazione di profili specifici in base al ruolo dell’utente e alla tipologia del dispositivo, alla strutturazione di policy in linea con le specifiche richieste dell’organizzazione, rispettandone le esigenze di privacy e sicurezza. Con AirWatch, i responsabili informatici sono dotati di piattaforma unica e centralizzata per la gestione di tutti gli asset mobile in azienda, dal content management e collaboration, alla protezione e gestione delle applicazioni, della posta elettronica e della navigazione mobile, oltre a servizi di social collaboration e di messaggistica protetta in continua evoluzione. Tre caratteristiche rendono la soluzione AirWatch unica in termini di affidabilità e sicurezza: la scalabilità, la multi-tenancy e la flessibilità, definibili come la capacità della soluzione di adattarsi ai cambiamenti della struttura aziendale; la possibilità di replicarsi in maniera omogenea e conforme all’organizzazione dell’azienda, grazie alla gestione centralizzata dei gruppi e dei profili d’utenza; e la possibilità di creare soluzioni personalizzate per flotte mobili su diversa scala.


 

Potete raccontare un caso cliente relativo alle vostre esperienze sul fronte mobility?


Alberto Degradi, Cisco Italy - Lo stadio Meazza di Milano, una delle più note arene calcistiche nazionali mette a disposizione connettività affidabile e prestazioni enterprise per i giornalisti e i fotografi sportivi, in linea con una moderna strategia Bring Your Own Device. Il cuore della soluzione comprende infatti due Cisco Wireless LAN Controller serie 5508 e due Cisco ASA 5510 per funzionalità di firewall di nuova generazione. L’accesso alla rete è consentito dagli Access Point Cisco serie 3502 e 3501, mentre l’utilizzo di Cisco Identity Services Engine (ISE) consente di ottenere i livelli di sicurezza adeguati alla piattaforma sulla quale vengono erogati i servizi. Cisco ISE è il dispositivo che consente di attivare policy di controllo nel rispetto della compliance, potenziare la protezione della rete e dei suoi apparati e semplificare la gestione operativa.
Attraverso Cisco ISE ogni accesso a Internet degli utenti dello stadio è infatti veicolato attraverso la generazione dinamica di password numeriche individuali per ogni dispositivo che invia una richiesta di collegamento. Cisco ISE permetterà così di profilare utenti e dispositivi, abilitando accessi diversi in funzione dell’utilizzo del dispositivo stesso e della sua conformità con le regole di sicurezza vigenti. Attraverso un’impostazione di questo tipo, lo Stadio Meazza è riuscito a implementare una infrastruttura adeguata ai canoni Byod in cui le policy sono configurate a priori come requisito per l’utilizzo di qualunque tipo di dispositivo.

 

Massimiliano Grassi, Citrix Italia - Aer Lingus, compagnia di bandiera irlandese, ha sviluppato una Smart Travel Strategy in risposta alle severe pressioni economiche che tutto il settore ha dovuto affrontare negli ultimi anni. Il progetto di Aer Lingus ha due principali obiettivi: aggiornare tutti i desktop aziendali da Windows XP a Windows 7 e promuovere la mobility dei dipendenti, sia agevolando il lavoro degli operatori a terra, sia permettendo ai piloti di accedere a informazioni importanti ovunque si trovino. La soluzione si basa sui prodotti Citrix NetScaler, Citrix XenDesktop e Citrix XenMobile, dove XenDesktop permette di distribuire dekstop virtuali Windows 7 a 4.500 utenti su 1.400 pc. La virtualizzazione ha permesso sia di estendere il ciclo di vita degli hardware esistenti, sia di ridurre sensibilmente il costo dell’assistenza software grazie alla gestione centralizzata. Aer Lingus ha inoltre dotato diversi team di lavoro di 1.500 iPad, introducendo una precisa policy Byod e, grazie a XenMobile, ogni utente può accedere in completa sicurezza alle informazioni e applicazioni di cui ha bisogno. NetScaler sostiene infine l’infrastruttura di XenDesktop e Xen Mobile per garantire la sicurezza, l’ottimizzazione e il controllo di questi servizi.

 

Fabrizio Falcetti, Fujitsu Italia - Siamo impegnati in diversi progetti di mobility presso aziende italiane che sentono sempre di più l’esigenza di coniugare produttività ed efficienza. Supportiamo queste aziende non solo con i nostri prodotti, ma anche con i servizi. Attraverso il mobile management tool, Fujitsu infatti è in grado di gestire tutti i dispositivi mobili dell’azienda, per realizzare un progetto di mobility a 360°.

Pierpaolo Alì, HP Enterprise Security Product - Il new Style of IT ci offre costanti casi di successo, da qualche anno è sempre più frequente la spinta di creare app che avvicinino i clienti ai servizi delle aziende potendone usufruire in modalità mobile. In questo ambito deve essere garantita la giusta sicurezza nella protezione dei dispositivi mobili controllando la reputazione delle applicazioni scaricate e aggiungendo barriere di difesa sempre più sofisticate a possibili attacchi informatici. La sicurezza è dunque ancora una volta un caso di successo quando è fatta da diversi prodotti che rispondono a diverse esigenze ma che condividano tra loro informazioni che possono aiutare a tenere il giusto livello di sicurezza e protezione degli asset. In questo campo HP Enterprise Security è un attore protagonista con la sua suite di HP Enterprise Security & Risk e Vulnerability Management creata grazie alle integrazioni di diversi prodotti che eccellono in questo campo.

 

Franco Prampolini, IBM - Abbiamo diversi casi di utilizzo di successo della mobility. I casi più rilevanti si riferiscono al mondo delle banche o a quello delle telecomunicazioni, per migliorare l'interazione dell'azienda con il mondo esterno e, in particolare, con i propri clienti. In particolare un’azienda del settore telecomunicazioni ha adottato una soluzione IBM per sviluppare app che stabiliscono una relazione continua con il cliente arrivando a contare più di un milione di contatti giornalieri.

 

Riccardo Canetta, MobilIron - Uno dei casi più interessanti riguarda un nostro cliente che utilizza dispositivi ‘phablet’ per consentire alla forza lavoro sul territorio di operare in modo efficiente, sfruttando la connessione dati, ma anche la posizione GPS e altri sensori del dispositivo. La strategia aziendale è stata, fin dall’inizio, di lasciare la massima libertà agli utenti, limitandoli soltanto nell’installazione di app potenzialmente dannose e mantenendo i dispositivi in linea con la policy di sicurezza. In questo modo hanno potuto verificare, per esempio, che quando viene installata da remoto una nuova app aziendale sui dispositivi, questi iniziano a usarla senza bisogno di training particolari e aumentano cosi la produttività senza nessuna fatica. Questo esempio è utile per sottolineare una nuova tendenza, ossia lo sviluppo di app verticali, ciascuna dedicata a un particolare utilizzo. Si tratta di un trend che porterà le aziende a fornire ai dipendenti app specializzate molto focalizzate su un compito preciso e ben ‘confinato’ - per esempio per gestire le note spese, per prenotare le sale riunioni, per accedere ai dati dei clienti- in modo che ciascuna app risulti essere il più semplice e intuitiva possibile.

 

Luigi Scappin, Oracle Italia - L’ampio portafoglio di soluzioni aziendali di Oracle risponde a numerose esigenze dei clienti di abilitare API Economy e progetti di mobility, differenti in base ai requisiti di business. Diverse realtà sia del settore pubblico che privato si sono rivolte a Oracle per richiedere soluzioni specifiche. Per citarne solo alcuni casi tra i più esemplificativi: un ente nel settore della Difesa che necessitava di una soluzione rapida ed estremamente sicura per la realizzazione di mobile app da destinare a un utilizzo interno; un’azienda che opera in ambito aerospaziale che richiedeva una soluzione in grado di interagire con i propri sistemi di comunicazione interna, e una relativa ai trasporti pubblici che intendeva realizzare un’app – destinata all’utenza esterna - in grado di effettuare interazione con i sistemi di location intelligence.

 

Marenza Altieri-Douglas, AirWatch by VMware - Edison, la più antica società europea nel settore energia, ha di recente adottato una strategia di innovazione mobile che ha portato il Gruppo a dotarsi di una flotta di circa 1.500 dispositivi mobili, tra tablet e smartphone. Trovandosi a dover gestire e controllare dispositivi utilizzati da migliaia di dipendenti attivi in territori esterni, contenenti informazioni riservate e critiche, l’azienda ha scelto di dotarsi di un sistema di enterprise mobility management. Edison ha scelto AirWatch per la gestione dei dispositivi e delle applicazioni, distribuendo applicazioni pubbliche o interne - tra cui un sistema di gestione dei viaggi - alla propria flotta di vendita per aumentarne la produttività sul campo. Grazie alla soluzione AirWatch, Edison può ora configurare facilmente criteri, profili e dispositivi, tutto in maniera completamente centralizzata. “La definizione dei profili di utenza sui dispositivi è fondamentale perché ci permette di avere una segmentazione efficace della nostra base di utenti”, spiega Francesco Rutigliano, chief information officer di Edison ed aggiunge: “Tutti gli aggiornamenti vengono fatti centralmente e da remoto sui dispositivi, questo fa sì che la soluzione sia percepita dall’utente come completamente trasparente”.

 

Alessio Banich, BlackBerry Italia - Diverse aziende stanno scegliendo la piattaforma BES dando fiducia al rinnovato focus enterprise di BlackBerry. Gruppo AB, per esempio, ha sempre dato particolare attenzione alle problematiche legate alla mobile security: per questo motivo, ha scelto BES e dispositivi BlackBerry 10, in virtù della sicurezza pluri-certificata della nostra piattaforma. Inoltre, soluzioni aggiuntive come BBM Meetings e BlackBerry Blend permettono loro di fruire di soluzioni innovative, semplice e sicure di Communication & Collaboration. Grandi Navi Veloci ha scelto BES come soluzione di Enterprise Mobility Management per la gestione avanzata di una flotta eterogenea di dispositivi mobili, che vanno da iOS ad Android a BlackBerry 10. Sapio ha visto in BES la piattaforma ideale per implementare una configurazione Cobo dei propri dispositivi in azienda, che risultano così sicurizzati al solo perimetro aziendale. Inoltre, la valutazione di applicazioni VAS quali Mobile Exchange Delegate permetterà di risolvere la necessità della condivisione di calendari, rubriche e inbox, in uno scenario multi-account.

 

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