Eventi 2017
 

15/02/2017

Share    

Roberto Ferrari

La qualificazione della spesa in ricerca e sviluppo

Gli aspetti fondamentali della normativa che bisogna conoscere tenendo conto che si tratta di due argomenti che hanno profili fiscali differenti. Tra incentivi e definizioni.

Sono più di 12.000.000 i risultati che restituisce l’interrogazione di Google alle parole ‘ricerca e sviluppo’. Tra le prime tre, due risposte riferiscono al profilo fiscale. L’argomento è quindi sempre più in evidenza, se ne legge spesso, ed è oggetto di informazione sui media e nel web. Ma se per necessità si approccia questo mondo, l’infinita varietà di informazioni spesso comporta una difficile sintesi. La nuova rubrica ‘Fisco e Incentivi all’Innovazione’ nasce anche per questo. E la qualificazione della spesa in Ricerca e Sviluppo (d’ora in poi anche R&S) ne è il primo argomento.

Cosa si intende per Ricerca
Le attività di Ricerca sono specifiche attività aziendali svolte per attuare un positivo cambiamento di prodotti, servizi o processi di lavoro. L’obiettivo è realizzare innovazione attraverso l’impiego di risorse attuali per conseguire benefici economici futuri. L’attività di ricerca è generalmente svolta per acquisire informazioni o conoscenze non disponibili. Quindi, per sua natura, è incerto il conseguimento degli obiettivi sia nel loro contenuto innovativo che nel possibile sfruttamento economico, che nella quantità di risorse necessarie al compimento della ricerca stessa. Alcuni esempi di attività di ricerca: le attività finalizzate all’ottenimento di nuove conoscenze; l’indagine, la valutazione e la selezione finale dell’applicazione dei risultati della ricerca o di altre conoscenze; la ricerca di alternative per materiali, progetti, prodotti, processi, sistemi o servizi; l’ideazione, la progettazione, la valutazione e la selezione finale di alternative possibili per materiali, progetti, prodotti, processi, sistemi e servizi nuovi o migliorati.

Cosa si intende per Sviluppo
L’attività di sviluppo, invece, è una fase in cui le informazioni disponibili sono declinate per un utilizzo pratico. È una fase in cui la mappa delle attività da svolgere, i benefici attesi, il percorso per ottenerli sono sufficientemente definiti tanto da poter individuare con una ragionevole attendibilità, quantità di risorse necessarie e benefici economici attesi. È come tracciare una rotta su una carta nautica: luogo di partenza, waypoint, destinazione sono certi tanto da arrivare a destinazione. Esempi di attività di sviluppo: la progettazione, la costruzione e la verifica di prototipi o modelli che precedono la produzione o l’utilizzo degli stessi; la progettazione di mezzi, prove, stampi e matrici concernenti la nuova tecnologia; la progettazione, la costruzione e l’attivazione di un impianto pilota di dimensioni economicamente non idonee per la produzione commerciale; la progettazione, la costruzione e la prova di alternative scelte per materiali, progetti, prodotti, processi, sistemi o servizi nuovi o migliorati. Alla luce di queste due chiare definizioni, possiamo quindi dire che l’attività di ricerca impiega risorse per conseguire obiettivi incerti sia nella loro consistenza, che per la quantità di tempo necessario, che di utilizzo economico e quindi di benefici economici sperabili; l’attività di sviluppo, invece, impiega risorse per conseguire obiettivi ben definiti sia nella consistenza che per la quantità di benefici economici attesi in un dato tempo.

Ricerca e Sviluppo: termini non assimilabili
Pur essendo entrambe orientate all’innovazione, in un’ottica di investimento per conseguire benefici futuri, sono regolate in modo diverso: la ricerca è una spesa da addebitare al conto economico, lo sviluppo è una spesa accreditabile all’attivo patrimoniale. In pratica se l’attività di ricerca è un costo che riduce l’utile dell’anno in cui la spesa è sostenuta, l’attività di sviluppo è invece un vero e proprio investimento, che produrrà costi (come quote di ammortamento) e ricavi in un periodo successivo al completamento. Conseguentemente, anche il profilo fiscale delle due attività è differente. Le spese di ricerca, se correttamente imputate a conto economico, sono integralmente deducibili. L’imponibile fiscale annuale dell’impresa sarà determinato tenendo conto di tali spese, comportando una riduzione delle imposte sul reddito. Le spese di sviluppo, invece, non confluiscono nel conto economico e potranno essere rilevate tra le attività patrimoniali - come un bene strumentale - in presenza di questi ulteriori elementi: - la fattibilità tecnica del nuovo ‘prodotto’ oggetto dell’attività di sviluppo in modo da essere disponibile per l’uso o per la vendita; - la capacità di usare o vendere l’attività di sviluppo; - la previsione del modo in cui l’attività di sviluppo genererà probabili benefici economici futuri; - la disponibilità di risorse tecniche, finanziarie o di altro tipo, in quantità e qualità adeguate per completare lo sviluppo dell’attività di sviluppo; - la capacità di valutare attendibilmente il costo attribuibile all’attività di sviluppo durante il suo svolgimento.

Distinzioni importanti
Ma le spese sostenute per l’attività di sviluppo possono essere tutte rilevate tra le attività patrimoniali? Vige ancora il legame di imputazione diretta: se la spesa si riferisce direttamente all’attività di sviluppo, allora può essere considerata, diversamente no. Sono per esempio spese di sviluppo: il personale interno impiegato per lo sviluppo; la spesa per acquisire beni o servizi specifici; l’ammortamento dei beni strumentali utilizzati. Non sono invece considerate spese di sviluppo alcune altre spese, generalmente prive del legame di imputazione diretta, quali: le spese generali, di vendita, amministrazione; le spese per inefficienze o le perdite operative sostenute prima che la spesa di sviluppo raggiunga il rendimento atteso; le spese sostenute per addestrare il personale a gestire l’attività. Ne discende il principio guida: se la spesa è direttamente riferibile all’attività di sviluppo, allora va a formare l’ammontare della spesa di sviluppo, diversamente no. Pertanto, per esempio, una spesa amministrativa sostenuta per rilevare e rendicontare il complesso delle spese dirette costituisce essa stessa spesa di sviluppo.

Profilo fiscale R&S
Trattandosi di spese certe per ottenere risultati incer ti sono state varate misure di incentivo mediante la leva fiscale. La principale misura di incentivo è stata introdotta con l’art. 3 del decreto legge 23 dicembre 2013 n. 145 che identifica specifiche spese di R&S, orientate a:

Ricerca fondamentale. Quali i lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quali principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni pratiche dirette o usi commerciali diretti, e gli studi di fattibilità connessi.

Ricerca industriale (più contesti).

- Quale ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti.

- Creazione di componenti di sistemi complessi necessaria per la ricerca industriale, in particolare per la validazione di tecnologie generiche (esclusi i prototipi). - Studi di fattibilità connessi. Sviluppo sperimentale (più contesti).

- Quale l’acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati.

- Altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi o servizi (studi di fattibilità, elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, purché non destinati ad uso commerciale). Realizzazione di prototipi. Utilizzabili per scopi commerciali e in progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici/ commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida. Produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi. A condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali. Modifiche di processo o di prodotto. Solo se apportano cambiamenti o miglioramenti significativi delle linee e/o delle tecniche di produzione o dei prodotti. Dichiarati gli obiettivi, la norma specifica anche quale tipologia di spesa è agevolabile, ovvero: spese per il personale impiegato nelle attività di R&S (sino al 31.12.2016 era personale altamente qualificato); spese per contratti di ricerca stipulati con università, enti e altre imprese; alcune spese per competenze tecniche e privative industriali; e, infine, ammortamenti per beni strumentali.

Conclusioni
In chiusura, le attività di R&S sono ordinate a produrre innovazione mediante l’uso di risorse aziendali. Possono essere orientate ad acquisire conoscenze di base o conoscenze strutturate. Il collegamento diretto delle risorse impiegate con l’attività di R&S comporta che è possibile circoscrivere le spese sostenute, con due diversi trattamenti contabili e fiscali. Il legislatore incentiva alcune tipologie di R&S mediante benefici aggiuntivi quali il credito d’imposta.

 

TORNA INDIETRO >>