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Applicazioni
 

09/01/2017

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di Ruggero Vota

Così si alimenta il business a valore dei professionisti

Wolters Kluwer Tax and Accounting Italia supporta l’evoluzione del business dello studio con Genya, soluzione totalmente cloud e sviluppata nel nostro Paese, che dà concretezza al ruolo consulenziale di commercialisti e professionisti.

Pierfrancesco AngeleriCon il rilascio a inizio novembre di Genya Bilancio, la divisione Tax and Accounting di Wolters Kluwer Italia fa un passo deciso verso l’abilitazione della trasformazione digitale del mondo degli studi professionali e dei commercialisti italiani. Tante le innovazioni, non solo tecnologiche, apportate nel nuovo prodotto che nasce su basi completamente rinnovate – non una riga di codice delle attuali applicazioni software offerte dalla società è stata riutilizzata. Genya nasce anche grazie all’interazione con moltissimi clienti e grazie a un lavoro durato cinque anni, portato avanti da oltre 60 sviluppatori della software factory di Wolters Kluwer Italia, dei quali oltre il 50% giovani arrivati da esperienze esterne all’azienda. Tutto questo ha portato alla realizzazione della suite Genya che mette al centro dei processi il commercialista e il lavoro a valore che svolge per i suoi clienti, che quindi va molto oltre la semplice gestione degli adempimenti. Genya bilancio, il primo modulo ora rilasciato della nuova suite, dà rilevanza a tutte quelle informazioni che, nate dall’analisi dei dati della contabilità e attraverso una serie di correlazioni, permettono ai professionisti di svolgere prevalentemente un lavoro di tipo consulenziale e in tempo reale per i propri clienti. Grazie a Genya il commercialista potrà esercitare con efficacia il ruolo di CFO delle PMI italiane, è la promessa di Wolters Kluwer. Genya rappresenta una discontinuità rilevante con il passato e con l’attuale offerta per questo segmento del mercato delle applicazioni anche grazie ad un’altra importante novità: la soluzione infatti è nata al 100% per il cloud e sarà quindi usufruibile solo nella versione come servizio erogato a distanza, e non è previsto alcun rilascio di una versione on premise. Le innovazioni ‘disruptive’, come molti amano dire oggi, quindi non mancano. Le ragioni che hanno portato allo sviluppo del progetto Genya e al rilascio di questo primo modulo dedicato al bilancio, e che spingono Wolters Kluwer a “fare la differenza”, ce le spiega direttamente in questa intervista Pierfrancesco Angeleri, Managing Director di Wolters Kluwer Tax and Accounting Italia.

Perché con Genya, per Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia, è arrivato il momento di “fare la differenza”?
Il mercato delle applicazioni per gli studi professionali è tendenzialmente di sostituzione. Tutti gli studi hanno già uno strumento informatico che supporta le loro attività, quindi per crescere bisogna inevitabilmente togliere spazio ai concorrenti. Tipicamente la value proposition in questo ambito si focalizza su due elementi: il primo è quello dell’efficienza operativa nella gestione degli adempimenti, il secondo è invece il valore che lo studio riesce a dare ai suoi clienti. Oggi la proposizione dei fornitori ICT di questo mercato, ossia noi e i nostri competitor, è essenzialmente centrata sul tema dell’efficienza operativa: ovvero come riuscire a fare meglio le cose che dobbiamo fare. È un tema che resta trainante, ma gli spazi di miglioramento sotto questo profilo sono limitati. Il salto di qualità che proponiamo con Genya sta invece nel fatto che vogliamo spostare fortemente il focus del mercato sul tema del valore. Qui, invece, siamo convinti che ci siano spazi di crescita amplissimi, soprattutto per i nostri clienti commercialisti, e quindi anche per noi. Siamo convinti che più valore il commercialista riuscirà a trasferire ai suoi clienti e più avrà successo; e il successo dei nostri clienti sarà anche il nostro successo. In molte realtà, molti studi, ma anche in tante medie e addirittura grandi imprese, nell’ambito specifico del bilancio vengono ancora utilizzati strumenti molto basici e forse obsoleti. Fuor di metafora: Excel domina ancora con tutte le criticità che questo comporta. C’è quindi ancora spazio per proporre soluzioni che innalzino il livello dell’automazione e al contempo vadano molto oltre alla semplice gestione degli adempimenti. Con Genya non ci fermiamo all’integrazione con tutti i sistemi applicativi afferenti che rientrano, per esempio, nel processo ‘bilancio’, o all’accesso immediato a specifiche banche dati esterne, uno dei punti qualificanti della nostra offerta più storica. Queste cose certamente portano valore al commercialista, ma oggi è arrivato il momento di andare ben oltre.

Come sta cambiando il lavoro del commercialista italiano?
La consapevolezza che oggi il mondo dei professionisti stia vivendo una profonda trasformazione naturalmente non è solo nostra, ma di tutti i soggetti che fanno parte o interagiscono con queste realtà. Se oggi un professionista non è in grado di rivedere il proprio approccio spostandosi sulle attività a maggior valore per i propri clienti finali, quelle di tipo consulenziale, difficilmente vedrà nei prossimi anni una crescita significativa del suo business. La pura gestione della contabilità, il calcolo delle tasse, il mero data entry dei dati delle fatture, sono ormai già da tempo delle commodity. Questo significa restringimento dei margini. Quindi spostarsi sulle attività a maggior valore è imprescindibile. Esercitando un ruolo più consulenziale, il commercialista può diventare per molti suoi clienti il CFO dell’azienda e così facendo trova spazi molto più ampi per la crescita del suo business in termini sia di qualità, ma anche di volumi e di marginalità. Questo può accendere anche il confronto competitivo tra professionisti. C’è inoltre un secondo tema importante di cui però bisogna tenere conto.

Ce lo indica brevemente?
Il tema della semplificazione in Italia è una grande chimera, se ne è parlato tanto ma nella realtà imprese e professionisti hanno ancora visto ben poco. Non c’è dubbio però che si stia andando verso uno scenario dove una serie di adempimenti potranno essere svolti semplicemente dalle imprese direttamente saltando il commercialista. La fatturazione elettronica B2B, dove si realizza un passaggio diretto tra imprese e Agenzia delle Entrate, e il nuovo spesometro vanno esattamente in questa direzione. Noi comunque cercheremo di fare in modo che la fatturazione elettronica diventi un valore anche per i commercialisti (vedi box in questa pagina). Comunque, nonostante gli sforzi nei Paesi più evoluti questa è una strada che è già stata percorsa, e quindi anche il commercialista italiano è destinato a perdere significativi flussi di quel lavoro che però già oggi è diventato o sta diventando commodity.

Con quali logiche volte alla creazione di valore per il commercialista avete quindi sviluppato Genya?
Il nostro obiettivo è fornire al commercialista, e quindi ai suoi clienti, degli strumenti che permettano di esercitare il governo dell’impresa. È assurdo che oggi molte realtà, soprattutto le più piccole, possano avere i numeri precisi dell’andamento di un esercizio annuale nel febbraio dell’anno successivo. Il commercialista ha già oggi al suo interno il patrimonio informativo del cliente, che gli deriva dalla gestione della sua contabilità. Con Genya gli diamo la possibilità di vedere questi dati in modo organico. Gli diamo la possibilità di elaborare le informazioni più utili che possono servigli nel costruire una relazione di vero valore con i suoi clienti. Ma per fare questo abbiamo dovuto ripensare da zero l’architettura applicativa che non poteva essere quella tradizionale delle soluzioni centrate sulla gestione degli adempimenti. Genya è infatti una soluzione che mette al centro non l’adempimento che deve essere svolto, ma il commercialista e i suoi clienti. La soluzione, fin da quando la si apre, mette sempre sott’occhio i dati di cosa sta facendo lo studio nel suo complesso e per ogni singolo cliente. Ma soprattutto visualizza gli indicatori di performance più importanti che danno l’informazione immediata sulla situazione puntuale, sulla direzione intrapresa da ogni azienda cliente. Forniamo quindi al commercialista una doppia serie di informazioni utili al suo lavoro. La prima serie dà una fotografia molto dettagliata dello stato dell’arte di ogni cliente in sedici aree fondamentali attraverso indicatori numerici e grafici di facile lettura su: fatturato, redditività, marginalità, tasse che andrà a pagare e via discorrendo. La seconda serie di informazioni dà il polso della situazione su quello che lo studio sta facendo per ogni cliente: a che punto sono i flussi di lavoro, quali sono i prossimi step e quali documenti devono essere richiesti per proseguire. Il commercialista ha tutto sott’occhio grazie a un cruscotto che visualizza in modo chiaro e semplice tutte le informazioni che servono allo svolgimento delle sue attività più di valore. E questo sia su pc desktop, portatili e tablet.

Come abilita Genya l’approccio consulenziale nella relazione tra commercialista e singolo cliente?
Sono principalmente due le aree di consulenza che il commercialista può sviluppare. La prima è quella che vede il professionista avvisare immediatamente il cliente quando gli indicatori di performance non sono allineati alle aspettative dell’azienda. Ognuno dei sedici indicatori di performance è generato da un report specifico, elaborato sui dati aziendali relativi e con grafici di facile lettura e interpretazione. Il commercialista può arricchire questo documento scrivendo al suo interno i suoi commenti e condividerlo immediatamente con il cliente per dargli evidenza oggettiva di come stanno le cose, e quindi per suggerirgli le azioni che eventualmente devono essere prese per correggere la situazione. Il secondo punto è invece quello della simulazione. In ogni momento durante l’anno di esercizio il commercialista può simulare la chiusura del bilancio aziendale in una determinata data. Per esempio può simulare l’impatto di un’acquisizione di un’altra impresa o di una cessione di ramo d’azienda da parte del cliente. In tutti questi casi si arricchisce di molto la relazione con l’imprenditore o con il direttore finanziario dell’azienda cliente perché il commercialista sarà sempre in grado di fornire una visione complessiva della performance dell’impresa, reale o simulata, e può dare concretezza numerica alle motivazioni che lo spingono a suggerire determinati interventi.

Avete già testato Genya presso i clienti e che reazioni avete avuto?
A gennaio 2015 abbiamo attivato un Customer Advisory Board con 25 clienti, attraverso il quale in nove mesi abbiamo raccolto i loro suggerimenti di miglioramento. Alla prima riunione però abbiamo detto ai partecipanti di portare dei dati di una loro contabilità, abbiamo messo loro a disposizione la nuova soluzione e gli abbiamo detto: “Adesso provate a chiudere un bilancio”. Nonostante fossero a disposizione i nostri tecnici per aiutarli a interagire con una soluzione che non avevano mai visto prima, in molti si sono mossi con grande autonomia. In questa prima seduta abbiamo visto che i commercialisti, diciamo più vicini alla generazione dei ‘millennials’, hanno chiuso il loro bilancio in circa un’ora, altri hanno impiegato più tempo ma comunque non si è andati oltre le quattro ore. Da settembre a dicembre 2015 abbiamo invece organizzato un roadshow in tutta Italia durante il quale abbiamo mostrato un mock-up di Genya a complessivamente 600 clienti e anche qui abbiamo raccolto suggerimenti che abbiamo successivamente implementato. I feedback su Genya raccolti nelle due iniziative sono sempre stati molto positivi.

Avete annunciato che Genya sarà disponibile solo come servizio in cloud e non ci sarà una versione on premise. Come mai e come hanno reagito i clienti?
Genya si appoggia oggi al cloud pubblico di Microsoft Azure, un’infrastruttura all’avanguardia sotto molti profili. Abbiamo verificato che dal punto di vista normativo siamo compliant con tutte le regole italiane e comunitarie, mentre per quanto riguarda la sicurezza gli investimenti che compie oggi un primario cloud provider portano i dati dei suoi clienti a un livello di protezione di gran lunga superiore a quello di una qualsiasi soluzione di sicurezza interna anche di una grande impresa, figurarsi di uno studio. Ritengo, anche dai feed back che abbiamo avuto negli incontri con i clienti, che i timori su “dove stanno i miei dati” siano ormai quasi del tutto superati. Le diffidenze diventano sempre più marginali anche in Italia. D’altra parte se usare l’Internet banking è diventato ormai un’abitudine consolidata per la maggioranza delle persone, credo che presto sarà la stessa cosa per l’utilizzo delle applicazioni in cloud. Tutta la nostra relazione con il cloud provider è governata da SLA che sono costantemente verificati e monitorati, e gli SLA che ci assicura Microsoft sono esattamente gli stessi che assicureremo ai clienti di Genya. Genya quindi poggia su una serie di servizi di “Infrastructure as a Service” molto solida, e i nostri clienti avranno comunque noi come unici interlocutori di tutto il servizio. La nostra soluzione è basata su un’architettura applicativa di nostra concezione molto innovativa, che permette la correlazione dei dati tra diverse fonti applicative e di informazioni diversificate. In questa la componente middleware è molto importante, anzi direi fondamentale, e considerevole. Oggi non c’è uno stack tecnologico così agile da permettere di portare Genya in un qualsiasi ambito on premise. Genya è stata sviluppata dalla nostra “nuova” software factory, nuova prevalentemente nelle persone, in totale circa 60; nuova nell’adozione di metodologie (Agile) e strumenti di sviluppo; nuova anche nell’approccio al disegno della nuova architettura applicativa. Abbiamo messo il commercialista e i suoi clienti al centro della soluzione e questo è stato reso possibile dal radicale cambio di approccio abilitato dal cloud. Con un prodotto classico on premise non saremmo riusciti a fare quello che abbiamo fatto. Naturalmente nel portafoglio di offerta di Wolters Kluwer Tax and Accounting Italia, rimangono attivi, e saranno supportati ancora per molti anni, tutti i nostri software on premise, come TuttoBilancio, e per la gestione della contabilità e delle tasse. Chi non si sente pronto per il cloud continuerà a essere supportato nelle soluzioni che già utilizza.

Qual è la roadmap della suite Genya?
A inizio novembre abbiamo rilasciato il primo modulo per il bilancio. Oltre a questo la suite si compone di altri due moduli principali che rappresentano i processi fondamentali dello studio del commercialista: Genya Dichiarativi, che sarà rilasciato intorno all’estate 2017 e Genya Contabilità a fine del prossimo anno. Infine a gennaio rilasceremo invece la versione della suite Genya per i consulenti del lavoro. Anche in questo caso con lo stesso approccio nel trattamento delle informazioni di valore per i commercialisti, metteremo al centro dell’applicazione il consulente del lavoro e i suoi clienti.

 
TAG: ERP

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